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Cascia


Cascia

Nei luoghi dove operò la Santa degli impossibili

Santa degli impossibili, delle rose, della fratellanza universale, Santa Rita nacque a Cascia e visse nei dintorni del piccolo centro umbro la sua vita fatta di devozione e misericordia verso gli ammalati.

Santa Rita da Cascia è conosciuta in tutto il mondo come la santa degli impossibili, sono legate alla sua vita tutta una serie di episodi miracolosi. Si racconta che la santa, bambina, fu spesso aiutata dalle api, che una volta, durante la mietitura, rimarginarono la ferita che un contadino si era procurato al braccio con la falce.

Nei sentieri intorno a Cascia, a Roccaporena dove Santa Rita era solita pregare, un rigido inverno del 1457 si verificarono due fatti straordinari: fiorì una stupenda rosa e maturò un fico, quasi come se anche la natura volesse regalare qualcosa alla devota donna dedita alla cura dei malati di lebbra.

Il comune di Cascia è indissolubilmente legato al culto della santa, nel 1947 è stata edificata la basilica che porta il suo nome, dove ancora le suore agostiniane conservano le sue spoglie e alcune reliquie legate alla sua vita terrena. Santa Rita è festeggiata a Cascia il 21 e il 22 maggio, con una serie di riti e l'annuale alleanza con un diverso paese d'Europa, a sottolineare la vocazione della santa ed il suo insegnamento di fratellanza e amore universale per tutte le genti e tutti i popoli. Altro evento che Cascia dedica alla santa è la Festa della Rosa, il fiore simbolo di Santa Rita, che si svolge ogni anno la terza domenica di giugno.

Al di là dell'importante vocazione per il sacro, Cascia è un comune architettonicamente ricco di storia ed edifici importanti quali il Palazzo Carli e il Palazzo Santi testimoniano l'attività artistica e artigianale dei suoi abitanti.

La tradizione contadina ha reso possibile, nei secoli, la crescita dei campi di zafferano, oggi considerato pregiato aromatizzante per la tavola. La coltivazione dell'oro rosso era prolifica ai tempi di Santa Rita, in seguito è stata abbandonata per colture considerate più produttive, ed ultimamente è tornata alla ribalta nel piccolo centro umbro di Cascia.

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