Gubbio
Le Tavole Iguvine e il popolo degli Umbri
Nelle dolci colline dell’Umbria si affaccia, tra boschi e strapiombi di roccia scavata dal tempo, la cittadina di Gubbio, famosa non solo a livello naturalistico ma anche meta di archeologi che arrivano a studiare le antiche Tavole Iguvine.
Una volta tradotte da famosi linguisti ed archeologi, le 7 tavole rinvenute nel territorio circostante Gubbio intorno alla metà del 1400 si sono rivelate una sorta di saggio cronachistico sulla vita eugubina, in particolar modo sullo svolgimento dei riti religiosi pagani e sulla struttura sociale del centro umbro. Si possono ammirare queste antiche tracce del passato etrusco (le tavole risalgono infatti ad un periodo che va dal 200 al 70 a.C.) nel Museo Civico della cittadina, che conserva quest'importante testimonianza del popolo degli antichi Umbri, dei quali costituisce pressoché l'unica testimonianza rinvenuta.
L'odierna Festa dei Ceri, che si svolge da secoli ogni 15 maggio, sarebbe anch'essa descritta, in parte, nelle tavole eugubine. I Romani chiamarono la città di Gubbio Iguvium, vi costruirono il teatro e molte case nobiliari ( la tipica domus romana) delle quali rimane poco a livello architettonico, ma le cui rovine hanno portato alla luce molti oggetti della vita quotidiana, conservati ora nel Palazzo dei Consoli.
Il turismo archeologico è accompagnato anche da quello scientifico, nel quale i visitatori sono attratti sopratutto dal percorso naturalistico della Gola di Bottaccione, la cui caratteristica conformazione pare sia opera di un meteorite precipitato sulla Terra milioni di anni fa, all'epoca in cui si estinsero i dinosauri. Proprio per questo i ricercatori giunti a Gubbio hanno prelevato molti campioni di roccia nei quali il campo magnetico sarebbe invertito. Il comune è attento anche a non tralasciare il folklore e le feste di origine medioevale, famosi in Italia sono infatti gli sbandieratori di Gubbio e i suoi balestrieri.

