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Spello


Pintoricchio e dintorni

Visita virtuale nella città dove operò Pintoricchio, fra le vallate umbre ed i luoghi che ispirarono i quadri dell'illustre pittore rinascimentale.

Bernadino di Betto, conosciuto in tutto il mondo come il Pintoricchio, nacque a Perugia e arrivò nella città di Spello nel 1500, quando il Priore della Canonica di Santa Maria Maggiore, Troilo Baglioni, affidò alle sue sapienti mani la realizzazione degli affreschi interni del Duomo cittadino. Si possono tuttora ammirare l’Annunciazione, la Natività, la Disputa di Gesù fra i Dottori e le quattro Sibille dipinte nelle vele della volta.

Spello servì all'artista per compiere le sue opere scevro dai condizionamenti che a quel tempo erano imposti dai signori delle più grandi signorie italiane, che pretendevano magnificenza laddove, delle volte, era necessario, per dar senso all'opera, un lavoro d'osservazione prospettica. Pintoricchio ha lasciato in eredità a Spello proprio questo, delle opere in cui è chiara la ricerca dell'artista di prospettiva ed equilibrio d'insieme. Il duomo di Santa Maria Maggiore è un raro esempio d'eccletismo artistico: sorta su un antico tempio romano dedicato a Giunone, la sua facciata è costruita in stile romanico e all'interno, oltre i pregiati affreschi, si trova un delicato pavimento cesellato in pregiata maiolica di Deruta.

L'artigianato, a Spello come nel resto dell'Umbria, cammina di pari passo con l'arte. Mobilieri, orefici, fabbri, tutti gli artigiani realizzano i loro prodotti seguendo le antiche tecniche imparate dai padri e dai padri dei loro padri. Il rinascimento italiano fu un periodo di rinascita generale, per tutti i comuni, e i mestieri che fiorivano a quell'epoca sono rimasti, custoditi da uomini consci dell'unicità e del valore dell'ingegno umano del Cinquecento.

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