Turismo Ecologico
Il senso del turismo ecologico
Non stupisce che San Francesco, autore del toccante cantico delle creature nel quale ringrazia il creatore per aver dato al mondo sole e stelle e acqua sia nato e vissuto proprio in Umbria. I colori della natura, nella verdeggiante regione, non sono mai uguali a loro stessi e il paesaggio cambia in continuazione.
Turismo in Umbria significa scoperta. Dei meravigliosi angoli di natura incontaminata che sembrano attendere il turista per lasciarlo senza fiato. Portentosa acqua... Il grande lago Trasimeno, velo d'acqua adagiato su un prato o le cascate delle Marmore con l'acqua che scorre bianca di limpida schiuma saltando la vegetazione verde acceso e creando giochi di luce quasi surreali.
Turismo ecologico che ritrova il piacere di una passeggiata tra i boschi di faggi o di leccete nella Val di Ranco o nella Valnerina. E poi le colline nelle quali l'uomo coltiva da secoli gli ulivi dai quali si produce l'ottimo olio extra vergine umbro, o gli sconfinati campi di girasoli e lo spettacolo rosso offerto dalle distese di papaveri che ondeggiano al vento. Il turismo in Umbria è questo, un raggio di sole che cancella tutte le ombre, lo smog e l'inquinamento delle città, la velocità cui ci siamo abituati nostro malgrado, la vita caotica dalla quale dipendiamo ma che ogni tanto - almeno per il tempo di una vacanza- desideriamo dimenticare per scoprire nuovi luoghi in cui sostare, nuovi ritmi cui adattarci, nuova aria da immagazzinare nei polmoni.
Riportare a casa tutte le sensazioni evocate dai paesaggi umbri, le foto che immortalano i colori della natura e gli infiniti istanti dell'alba e del tramonto tra le colline e i corsi d'acqua dell'Umbria, le ricette tipiche che vi sono state insegnate, non può definirsi solo turismo. E' quasi un modus vivendi, un atteggiamento di vita da custodire anche tra le caotiche vie una volta tornati.

